
La NTT IndyCar Series ha dato il via alle danze dell’infuocato mese d’agosto con l’OnlyBulls Grand Prix of Portland. La gara è stata vinta da Alex Palou (Chip Ganassi Racing), davanti a un formidabile Felix Rosenqvist (Meyer Shank Racing) che partiva dalla pole position. Terzo posto per un ottimo Will Power (Andretti Global).
La gara non ha riservato grosse sorprese, con Alex Palou che ha preso il comando al trentaduesimo giro durante la prima tornata di pit stop. Strategia perfetta, comando della corsa agguantato e tanti saluti alla compagnia.

Credits: NTT IndyCar Series
Chip Ganassi Racing si conferma una corazzata, perfetta nei momenti cruciali della gara e con un pilota come Alex Palou che sa sempre cosa fare quando conta. Al campione in carica IndyCar è mancata soltanto la pole position, per il resto si tratta di un week end praticamente perfetto sotto ogni punto di vista. Vittoria numero venticinque in carriera, sei soltanto in questa stagione. La domanda adesso è una soltanto: chi va a prenderlo? Male Scott Dixon, che non va oltre il quattordicesimo posto, lontano anni luce dai suoi giorni migliori. Decimo Kyffin Simpson, a certificare una crescita sempre più progressiva.
Meyer Shank Racing, due facce della stessa medaglia. Felix Rosenqvist fa pole position e secondo posto, Marcus Armstrong ritirato. La numero 66 continua ad avere problemi al motore ormai da tre gare a questa parte e sarebbe da capire al più presto la causa di questi cedimenti ormai cronici. Felix dopo aver vinto la Indy500 ha dimostrato di essere un pilota di altissimo valore, motivo per cui è stato scelto da Arrow McLaren, dove tornerà la prossima stagione. Armstrong non è un pilota scadente, tutt’altro, ed è per questo che si merita una monoposto affidabile.
Andretti Global bene ma non benissimo. Quello che ha fatto Will Power, avrebbe dovuto farlo Kyle Kirkwood. Sì, perché se Palou vince e tu che sei il suo rivale in campionato arrivi quinto, con il tuo compagno di squadra terzo, significa che non hai capito la lezione dell’anno scorso. Kyle ha questo problema qui: nei momenti decisivi, o va a vuoto o sparisce. Ottimo sesto posto di Marcus Ericsson, ma i riflettori stavolta sono tutti per Power. Grandissima gara, costante e solida dall’inizio alla fine. Se l’australiano ritrova la miglior versione di se stesso, per Andretti è solo che un bene. Il feeling con la monoposto motorizzata Honda cresce sempre di più e i risultati lo dimostrano in maniera netta.
Team Penske stavolta è stato tenuto a galla dai due che non ti aspetti: Josef Newgarden e Scott McLaughlin, rispettivamente settimo e ottavo. Male David Malukas, dodicesimo, l’altro rivale diretto di Palou per la conquista del titolo. A consolare l’ambiente in casa Penske c’è una netta ripresa di McLaughlin in queste ultime gare e la solidità generale di Newgarden. Malukas è giovane e una battuta a vuoto ci sta, ma bisogna dire che, rispetto all’annus horribilis del 2025, nel team di The Captain si respira decisamente un’altra aria.

Credits: Arrow McLaren Indycar Team
Con Arrow McLaren si finisce a fare sempre i soliti discorsi. Se da un lato la prestazione di Christian Lundgaard ha dell’eccezionale (partiva ultimo per problemi al motore in qualifica – NDR), con oltre dieci sorpassi in poche curve e una nona posizione finale, Pato O’Ward undicesimo e Nolan Siegel diciottesimo. Questa squadra è assolutamente illeggibile: un weekend sembrano poter essere gli unici rivali di Palou, quello immediatamente successivo piombano nel totale anonimato in IndyCar. Non si capisce. Certo è che per il campionato, così, è decisamente dura.
Detto questo, una domanda sorge spontanea: si parla sempre degli stessi nomi, quarantenni che cambiano team nonostante le prestazioni non esaltanti, piloti che cambiano continuamente casacca nonostante i risultati poco felici, ma di Rinus Veekay (Juncos Hollinger Racing) non se ne accorge nessuno? Quarto posto, il terzo di tutto il campionato, ennesima top ten. Il pilota olandese si è tenuto dietro Kyle Kirkwood che si sta giocando il campionato. Gliela vogliamo dare una macchina buona a questo ragazzo? [semi cit.]
Nelle retrovie, segnaliamo la buona prestazione dei Louis Foster e Mick Schumacher, entrambi piloti di Rahal Letterman Lanigan Racing. Quindicesimo e Sedicesimo, ok che non è una top ten, ma specialmente lato Schumacher, inizia a vedersi qualcosa. Il rookie tedesco deve sbrigarsi a portare a casa dei risultati, perché il team Rahal avrà una macchina in meno il prossimo anno e pare proprio che il figlio del grande Michael sarà il prescelto per fare le valigie. Lui dice di voler rimanere, ma per convincere un altro team ci vogliono risultati e prestazioni solide. La IndyCar è una categoria cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni e, se si vuole restare nel giro, bisogna meritarselo perché stanno iniziando in tanti a bussare alla porta.
Adesso non si perde tempo: tra una settimana si va in Canada, sul tracciato di Markham che fa il suo ingresso in calendario!













