Il futuro di Nikola Tsolov in Formula 1 fa un passo avanti concreto. Il CEO della Racing Bulls, Peter Bayer, ha confermato che il pilota bulgaro sosterrà un test TPC (Testing of Previous Cars) in autunno, il passaggio che gli manca per completare la licenza necessaria a guidare nelle sessioni di prove libere del venerdì. “Ha bisogno di un test TPC per ottenere la licenza richiesta per guidare nelle prove libere. Gli mancano ancora alcuni chilometri, quindi stiamo pianificando di farlo in autunno”, ha spiegato Bayer.
Il nodo è la superlicenza: al pilota della Red Bull Junior Team mancano ancora punti per raggiungere quota 40, il minimo richiesto per guidare stabilmente in Formula 1, mentre per un’uscita in prove libere ne bastano 25. Il test TPC dell’autunno, su una monoposto di una stagione precedente, servirà proprio a colmare i chilometri mancanti. Da lì, l’ipotesi più concreta è un’uscita in FP1 verso fine stagione, probabilmente abbinata al consueto rookie test di fine anno ad Abu Dhabi.
Bayer ha comunque smentito che Tsolov sia già designato come sostituto di Liam Lawson in vista del 2027: il contratto del neozelandese con Racing Bulls è in scadenza e il suo ritorno in squadra dopo la parentesi in Red Bull non ha convinto fino in fondo il management. Il dirigente Alan Permane ha comunque descritto Tsolov come “il prossimo della lista” per un sedile Racing Bulls, confermando che il pilota “è sul radar” del programma. Parole caute, ma che certificano quanto la candidatura sia ormai presa sul serio.
A spingere Tsolov verso il vertice delle gerarchie Red Bull sono soprattutto i numeri della sua stagione da rookie in Formula 2. Dopo il weekend del Gran Premio d’Ungheria, il bulgaro guida la classifica piloti con 167 punti, davanti a Gabriele Minì (147) e Rafael Câmara (145). Il bottino comprende sei vittorie — Melbourne, Miami, Monaco, Austria e la doppietta sprint-gara di Silverstone — e un primato storico: è il primo pilota nella storia della Formula 2 a vincere tre gare consecutive. A Melbourne, all’esordio assoluto nella categoria, era già diventato il primo bulgaro a vincere una gara di F2. La striscia vincente si è interrotta a Spa, dove è arrivato terzo alle spalle di Câmara, e il weekend ungherese è stato il più complicato della stagione, tra un contatto con Sebastian Montoya in gara sprint e una penalità sulla griglia di partenza per la feature race: appena sei punti raccolti, sufficienti però a conservare la testa della classifica.
Non è un exploit isolato. Tsolov, nato a Sofia nel dicembre 2006, arriva dal karting — campione bulgaro di categoria Mini nel 2016 e nel 2017, vincitore della WSK Open Cup nel 2019 contro oltre sessanta avversari — e da lì aveva già attirato l’attenzione di Fernando Alonso, che nel 2021 lo aveva voluto al suo fianco alla 24 Ore di Dubai, chiusa al terzo posto. Nel 2022 ha vinto da rookie il campionato di Formula 4 spagnola con 13 vittorie su 21 gare. In Formula 3 è diventato nel 2024 il primo bulgaro a vincere una gara della categoria, per poi chiudere il 2025 da vice-campione alle spalle proprio di Câmara, ma con il record di vittorie stagionali della serie in tasca.
È lo stesso Tsolov, entrato nella Red Bull Junior Team nel novembre 2024, a indicare il modello a cui si ispira. “Max è la mia più grande fonte di ispirazione quando si tratta di correre”, ha dichiarato, riferendosi a Max Verstappen. “Guardo spesso le sue onboard, torno indietro fino alle sue vecchie gare di Formula 3 per capire cosa faceva e perché emergeva. Cerco di prendere le cose buone, ovviamente. Il resto, quella velocità pura, o ce l’hai o non ce l’hai.”
“Non c’è ancora niente di concreto, purtroppo. Ma è ancora presto. Devo continuare a fare quello che sto facendo: se tutto proseguirà così, prima o poi l’occasione arriverà di sicuro. Per ora mi concentro sul presente, sulla Formula 2: più farò bene oggi, più possibilità mi darò da solo.” — Nikola Tsolov
Prese insieme, le due stagioni di dominio in F3 e F2, il titolo di F4 da rookie e un percorso nel karting punteggiato di titoli fanno di Tsolov il prodotto più convincente del vivaio Red Bull dai tempi dello stesso Verstappen: nessun altro pilota del programma, nell’ultimo decennio, si era presentato all’esordio in F2 con lo stesso margine di vittorie e con un record di categoria conquistato al primo tentativo. Resta da capire se la Red Bull, notoriamente spietata nella gestione dei propri talenti, gli concederà il tempo per completare il percorso senza bruciare le tappe: il test TPC dell’autunno è il primo, concreto passo in quella direzione.

















